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Dopo il grande successo registrato lo scorso anno
con “La cena dei sospetti”, la simpatica e dinamica
associazione Marulandi, per il carnevale appena trascorso, ci ha
riprovato, riorganizzando un’altra serata del genere “cene con
delitto”.
Oltre
quaranta sono stati i partecipanti all’happening che aveva
l’eloquente titolo “The Ripper’s Shadow” (L’Ombra dello
Squartatore) e si è svolto a Sorrento presso il locale
English Inn.
La storia,
ambientata nella Londra vittoriana di fine ‘800, simulava una
festa di inizio anno (il 1° gennaio 1889) nella splendida dimora
del dottor William Gull (Stefano Limpido), medico alla
corte della Regina Vittoria. Un Capodanno non proprio tranquillo
perché ricorreva a pochi mesi dal ritrovamento dei cadaveri di
cinque prostitute nell’East End, a pochi mesi insomma dalla
irruzione nella vita londinese di Jack The Ripper - Jack lo
Squartatore (impersonato dall’ottimo Filippo Ziino) che
– pur se non invitato – alla fine ha fatto una sgradita visitina
ai signori altolocati che si erano dati appuntamento in Casa
Gull.
E
sì che alla serata vi erano ospiti illustri, tutti rigorosamente
in abiti di fine ottocento. Dai medici dottor Openshaw (Carlo
Colicchio) e dottor Philips (Mario Pollio ‘O pazz’)
ai funzionari di Polizia sir Anderson (Marco di Maio),
Mr. Lusk (Nino Esposito), Mr. Macnaghten (Thomas
Ruggiero) e Mr. Abberline (Piter Cardone); ma anche
poeti e scrittori del calibro di Yeats (Simone Costantino),
il prof. Vambery (Salvatore Costantino) e Bram Stoker
(Luca Ruggiero) pittori quali Sickert (Massimo
Costagliola) ed altri uomini e donne di cultura come Samuel
Mathers (Gennaro Esposito), il dr. Westcott (Gennaro
Astarita), Moina Bergson (Arianna Casola), Katherine
Tynan (Ylenia Fiorile), Florence Balcombe (Francesca
De Pasquale), la professoressa Angela Hasdeu (Vanna
Ricciardi) e Mr. Worthington (Michele Di Maio); senza
dimenticare il Duca di Leeds (Luigi Vinaccia) e la
consorte (Enza Gargiulo): insomma la Londra bene.
Su tutti,
però, spiccavano, senza dubbio alcuno, le figure dell’erede al
trono Principe Alberto Edoardo (Pietro Costantino) e
della consorte principessa Alexandra (Nunzia Ricciardi),
nonché quella del figliolo Alberto Vittorio (Peppe Alfaro)
– meglio conosciuto con il soprannome di “Eddie” – della quasi
fidanzata ufficiale Principessa Mary di Teck (Marianna Pollio)
e del Primo Ministro Lord Salisbury, che è stato impersonato da
un veterano di questo tipo di eventi: l’istrionico Alessandro
Cella.
Accanto
alla crema della city londinese anche alcune infiltrate
interessate a ricostruire la trama Virginia Landows (Giuliana
Valente), scampata alla furia omicida di Jack e Ann Druitt (Ornella
Solazzo), che recitava la parte della sorella di Montague
John Druitt tra i maggiori indiziati, e il personale di casa
Gull il bravissimo John Netley (Gerardo Esposito) e i
validissimi Francesco Scala, nei panni del cameriere
Francis, e Anna Iaccarino, in quelli della Governante germanica
Greta.
A scrivere
la storia ancora Vicap, al secolo avv. Johnny Pollio,
che questa volta si è avvalso della preziosissima
collaborazione di Eugenio Fiorentino, alias La Talpa,
già noto ai partecipanti della “La Grande Caccia di Natale”,
per essere stato tra i protagonisti del fumetto: “Il tesoro
del Dragòn”, pubblicato sul giornale Agorà.
Alla fine
a vincere è stato, per il secondo anno consecutivo, Filippo
Ziino che è riuscito ad ammazzare sotto gli occhi di tutti
niente meno che il Principe Eddie (Peppe Alfaro) e a
diventare un non morto, già perché gli autori nella loro
fantasiosa ricostruzione delle avventure dello Squartatore,
avevano previsto un finale horror con tanto di vampirismo
ed effetti speciali curati dal Dj Nino Lauro, che fino ad
allora aveva proposto il meglio del repertorio della musica
classica: Mozart, Strauss, Beethoven, Tchaikovskj e tanti altri.
Grande
soddisfazione è stata espressa dal Presidente dei Marulandi
Salvatore Costantino che ha dato appuntamento a tutti a
breve, precisando: “Abbiamo avuto un numero di richieste di
partecipare alla serata al di là di ogni aspettativa, segno che
a Sorrento, grazie all’associazione che mi onoro di
rappresentare, è stata aperta una nuova frontiera dello svago e
del divertimento”.
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"Party
con... sorpresa"
Il gruppo
“The Game”,
una costola dell’Associazione
Marulandi,
presieduto da
Nino Lauro
è composto da
Alessandro Cella,
Salvatore
Costantino
e da Vicap
(al secolo l’avv.
Johnny Pollio),
ha presentato domenica scorsa, presso la sala
ristorante del prestigioso Hotel Vesuvio di
Sorrento, in anteprima assoluta nazionale, la
storia “Party con…sorpresa”, scritta
dallo stesso Vicap ed interpretata – oltre che
da Lauro, Cella e Costantino – dagli oltre 140
affiliati e membri dello staff della “Mercatino
s.r.l.”, azienda leader in Italia con si occupa
del commercio dell’usato di ogni genere ed ha
più di seicento negozi affiliati sul tutto il
territorio nazionale.
“Party
con…sorpresa”
è un tipo di spettacolo – come hanno spiegato gli stessi
organizzatori – che ha voluto fondere il format delle “Cene con
delitto” a quello dei “Giochi di comitato”, due generi che stanno
oramai spopolando in lungo ed in largo.
Lo spunto, come
dicevamo, è stata offerta dalla cena di presentazione del Congresso
nazionale della “Mercatino s.r.l.”. Per l’occasione, infatti, tutti
i partecipanti al meeting hanno ricevuto delle parti in una busta
chiusa e, solo per una serata, si sono trasformati in Ministri,
Questori, Prefetti, Sindaci e quant’altro. Ben presto, però, si sono
ritrovati ostaggi di un Commando di rivoluzionari denominato
“Brigate Martiri Partenopee”. A quel punto è in iniziata una serrata
trattativa tra sequestratori e sequestrati, con i primi che
cercavano di ottenere la secessione della provincia di Napoli (ma
alcuni di loro si sarebbero accontentati anche di un mega-riscatto)
ed i secondi che, invece, provavano in tutti i modi a tener duro, in
attesa dell’arrivo del blitz delle “teste di cuoio”.
Non sono mancati,
ovviamente, i “morti”. Se ne sono contati sette, tra i quali Nino
Lauro (nei panni della Guardia del Corpo del Ministro), l’ottimo
Alessandro Cella (nei panni di un sacerdote con il vizio della
politica Don Germino), la simpatica Irene (che provava a difendere
il “marito” questore) e, soprattutto, l’eroico Andrea Bruno, un
affiliato di Novara che – nel tentativo di disarmare un
“brigatista”, è finito crivellato di colpi.
Alla fine a trionfare
è stata…l’unità nazionale. Infatti – dopo circa due ore di gioco –
sono giunte le tanto attese “Teste di cuoio”, hanno liberato gli
ostaggi ed ucciso i sequestratori, tutti tranne due che,
subodorando la non riuscita del “Golpe”, avevano pensato bene di
nascondersi sotto alcuni tavoli del ristorante.
I due furbi
Christian De Sieno
e Cristina Rainero
(nei panni rispettivamente di Pasquale ‘O Brigante e Cristina ‘A
Bellella) sono stati anche premiati con una menzione speciale.
Attestato che è stato, inoltre, conferito anche ad Ettore Sole,
Massimiliano Carrozza, Sergio Troiani, ad Alessandra, Nico, Maurizio
ed alle simpaticissime Claudia e Lara. Il premio speciale, quello
per la migliore recitazione, è andato invece al Presidente della
“Mercatino” dott. Gianni Perbellini ed all’ottimo Giovanni Atanasio.
Il vincitore, quello
vero, è stato Antonio Enea affiliato di Moncalieri che, nei panni
del Capo di Gabinetto, ha consentito personalmente l’arrivo del
blitz dei liberatori.
Molta soddisfazione
per la riuscita dell’evento è stata espressa dagli organizzatori.
“All’inizio eravamo
un po’ preoccupati, anche perché era la prima volta che lavoravamo
con un numero di attori improvvisati così elevato. Ma, tutto
sommato, possiamo ritenerci soddisfatti”,
è stato il commento di Salvatore Costantino, uno dei veterani del
gruppo, che come Presidente dell’associazione Marulandi, ha più
volte organizzato serate con delitto e giochi di comitato.
“Adesso stiamo
lavorando anche ad un nuovo format, per fondere la suspence delle
Cene con delitto alla competizione dei giochi a quiz. Per questo ci
affidiamo al nostro Master: l’inesauribile Vicap”.
Nella Foto: Gianni
Perbellini, Giovanni Atanasio ed Alessandro Cella

Il
Giallo Virtuale

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Andrea
chiuse la porta del Commissariato e corse a piccoli passi verso
la sua vettura, parcheggiata a qualche centinaio di metri.
La vecchia “Audi 80” blu notte, lo attendeva come una moglie
paziente, non sapeva, però, che per loro due non ci sarebbero
stati più “sacrifici” sulle colline.
Si diresse verso casa e, nello stesso istante in cui avviò il
contatto, mandò indietro la pellicola dei ricordi. Il primo
flash non poteva essere che per quel 10 aprile del 1987, come
dimenticare?
L’attesa, la paziente attesa di poter a breve abbracciare
Federico, il suo erede; con il nome di quel padre, vecchio
maresciallo dell’Arma, che tanto lo aveva fatto penare, in
un’infanzia fatta di rigore e di rinunce; un padre, però, che
era stato per lui un iperbolico modello da seguire.
E invece?
“Purtroppo signor Salvati, ci sono state complicazioni al parto,
abbiamo dovuto eseguire il cesareo per salvare…”, le parole del
dottor Cacciapuoti gli tambureggiavano nella mente. Federico era
vivo, ma la sua linfa era stata quasi del tutto svilita da quel
maledetto cordone ombelicale.
Poi i litigi, con una moglie, Teresa, che non riusciva ad
“accettare quella pianta che vegetava” nella bella stanzetta
azzurrina, comperata addirittura prima che nascesse, prima della
culla, prima di ogni altra cosa; quando l’ecografia recitò il
bramato responso: “E’ un maschietto”.
Teresa andò via, forse fu lui a cacciarla, in Argentina, da
alcuni zii, ma Federico no, rimase con lui: sempre. Il compito
di vegliarlo ed accudirlo sull’altare sacrificale sarebbe stato
il suo, nell’attesa dell’arrivo dell’Angelo del Signore, che non
tardò ad assegnargli la missione.
Capì così che Dio, il suo Dio, aveva già iniziato ad abbozzare
il disegno anni addietro, quando fece vincere ad Andrea quel
concorso al Comune di Vico Equense. Certo ad avvantaggiarlo fu
lo stesso piccolo handicap alla gamba sinistra che lo tenne
lontano dalla carriera militare; ma ora capiva che era già tutto
scritto.
Iniziò a cibarsi negli archivi del Municipio: nomi, date di
nascita e luoghi di coloro che avevano la stessa matrice: il
Male. Renato Cacciapuoti.
Ma non bastava, capì che doveva iniziare a pedinare il Male.
Chiese di essere trasferito in mobilità al Comune di Napoli.
Stesso lavoro presso l’anagrafe e stesso maniacale appetito. Poi
il Male finì sulla sedia a rotelle, colpito dalla saetta del
Signore, che – tuttavia – aveva lasciato al suo Abramo il
compito di finire l’opera di ricamo dell’Ariete espiatorio.
10 aprile 2003, Federico compie 16 anni, Andrea è lì a
prestargli i polmoni per il rito delle candeline, quando appare
l’Angelo del Signore. Questa volta l’Altissimo non si accontenta
di un solo agnello. Per suggellare questo nuovo patto devono
essere offerti in olocausto diciassette giovani arieti e, per
finire, serve il cuore del Caprone del Male: dovrà essere lui a
porre fine all’esistenza di Cacciapuoti.
Andrea abbraccia il figlio: abbraccia Isacco.
Ha un anno, solo 365 sporchi giorni per iniziare a preparare il
banchetto del Signore.
La pellicola scorre. Ecco Ciro, la prima vittima, come tutti gli
agnellini è tenero ed indifeso, Abramo non vorrebbe, ma è il suo
Dio a guidargli la mano. Un po’ di ronda lungo la strada, fino a
quando non si assicura che la preda è rimasta sola; poi poche
parole: “Sono del Comune, c’è da firmare una carta”, “Prego si
accomodi”, la risposta. Ora la vittima è al suo fianco, legge
indifeso dei moduli. Abramo impugna il calcio della pistola e lo
colpisce alla base del cranio. Lo stordisce. Lo lega estrae il
laccio emostatico dalla tasca del cappotto e stringe, stringe,
stringe il “cordone” della morte al collo del giovane.
Adesso è lui il Male. Sta esorcizzando.
Poi è il momento di dipingere. Forbici e rasoio e Ciro diventa
Federico. E’ emozionato, forse eccitato. Il ragazzo
all’improvviso si scuote!
Accidenti non è morto, indietreggia: ora ha paura! Impugna la
Beretta…NOOOOOOOO
Scappa, nell’uscire nota un auto passare, salta sul muretto e si
nasconde dietro un albero. Tutto ok!
Non era così che doveva andare, non era questo che gli aveva
chiesto l’Angelo del Signore. Così anche i sacrifici di Chiara,
Lidia e Massimo non serviranno a nulla.
Dio, il suo Dio non perdona.
Ma dove ha sbagliato?
Forse ha perso troppo tempo?
No, ha semplicemente tradito la fiducia del suo Dio, nella
missione non c’era spazio per i suoi esorcismi. Per lui il suo
Dio non aveva previsto nemmeno le briciole.
E’ finita.
Questa volta Isacco non si salverà e non si salverà neanche
Abramo.
Inizia l’olocausto:
“Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare
suo figlio”.
Intanto tutto intorno brucia…
F I N E
Grazie
a tutti per aver partecipato e arrivederci alla premiazione.
Vicap 03
Giallo Virtuale
Arriva la terza
vittima, ma gli inquirenti brancolano nel buio
Ormai non ci sono
più dubbi: è un serial-killer quello che si aggira sulla
Penisola sorrentina virtuale.
Lo scenario
che appare sulle pagine del sito
www.marulandi.it è sempre lo stesso.
Il corpo senza
vita di un’altra donna è stato rinvenuto in questi giorni in
località Deserto a Sant’Agata. Siamo a tre. Dopo il calciatore
Ciro Geremicca, trovato morto nella sua abitazione a Fontanelle
e la ricercatrice Chiara Maresca, rinvenuta invece all’Eliporto,
ecco un nuovo tassello.
Gli inquirenti, le
sei squadre di detective che partecipano al gioco, per il
momento brancolano nel buio. Pochi, se non pochissimi gli indizi
lasciati dall’inafferrabile killer seriale.
Tuttavia, dopo il
primo omicidio alcune certezze cominciano ad emergere. Infatti,
se nel caso del Geremicca è apparso che l’aggressore non è
riuscito a portare a termine il proprio lavoro, adesso sembra
quasi che la ritualità si sia perfezionata.
La vittima viene
strangolata con un laccio emostatico e successivamente viene
rasata e depilata, prima di esser trasportata in luoghi
appartati.
Le indagini sono
orientate a 360°, c’è chi ha focalizzato la propria attenzione
nel mondo del doping, chi invece negli ambienti universitari,
chi in quelli dei centri estetici. Purtroppo, almeno fino ad
ora, non sono stati trovati punti di contatto tra le prime due
vittime. Si spera, ovviamente, che qualcosa di nuovo possa
emergere scavando nella vita della terza ragazza. Intanto “Il
Barbiere” (così è stato soprannominato il serial) continua ad
aggirarsi per le colline sorrentine…
Il “Giallo
Virtuale” è un gioco on line organizzato dalla neonata
associazione Marulandi (il sito è www.marulandi .it). Il gioco
consiste in una sorta di inchiesta. Le cinque squadre
partecipanti, capitanate da Rossella Mitrione, Salvatore
Costantino, Adriano Di Maio, Francesca Milano, Enza Gargiulo e
Gennaro Esposito, vestono i panni degli investigatori e si
ritrovano dinanzi alla scena di un crimine “virtuale” avvenuto
sulle colline di Sant’Agnello. I partecipanti sono chiamati di
volta in volta a seguire tutti i passi di un perfetto detective,
a partire dalla fase della descrizione della scena del crimine a
quella della raccolta delle prove, da quella degli interrogatori
dei sospettati a quella, in generale, della ricerca della
verità.
Il tutto ha avuto inizio lunedì 21 marzo,
quando sul sito
www.marulandi.it è apparsa una sezione
intitolata “Giallo Virtuale”, entrando in essa si è potuto
leggere il testo di una telefonata da parte di un ragazzo che
denunciava la morte di un amico. Il passaggio successivo è stato
l’arrivo sulla scena del crimine virtuale, una villetta sita ai
colli di Fontanelle. Entrati in casa gli investigatori si sono
trovati di fronte una scena a dir poco inconsueta: un ragazzo
era seduto su una sedia al centro della cucina, legato e con un
laccio emostatico al collo, inoltre era stato sparato al petto.
Particolare ancora più curioso, il fatto che la vittima fosse
stato parzialmente rasato. Da lì sono partite le ricerche e
quindi le prime e-mail inviate ai master per richiedere le prime
operazioni (autopsia, esame balistico ecc.)
La storia è stata
scritta dall’avv. Giovanni Pollio con la collaborazione del
socio e collega avv. Giovanbattista Pane e di un arcano Mister X
(di cui non si può svelare la identità), ma esperto in materia.
La elaborazione grafica è stata effettuata da Piter Cardone
della Digitall s.n.c.
“Questo gioco
rappresenta una novità unica in Penisola sorrentina e credo
anche in assoluto e di questo ce ne vantiamo – ha commentato
il Presidente dei Marulandi Salvatore Costantino – tra
l’altro con questa formula abbiamo potuto coinvolgere anche
tanti amici che per ragioni di studio o lavoro vivono lontano da
Sorrento. E’ un’occasione per sentirsi più vicini senza
necessità di attendere le vacanze. Inoltre voglio aggiungere che
la nostra associazione non è la prima volta che organizza
attività ludiche un po’ fuori dal normale, infatti a carnevale
abbiamo dato vita alla prima cena con delitto, una esperienza
fantastica che abbina il gioco alla recitazione. E’ la
dimostrazione, credo, che quando già la fantasia e lo spirito
giusto è possibile divertirsi senza spendere chissà cosa”
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